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Approvata la direttiva sul copyright: in cosa consiste?

 

Lo scorso 12 settembre, il Parlamento Europeo ha approvato la nuova direttiva sul copyright, ferma dal 2001.

La nuova regolamentazione, se approvata in via definitiva, introdurrà nuove regole che garantiranno maggiormente la tutela del diritto d’autore, anche se, secondo molti, gli articoli 11 e 13 di questa riforma potrebbero minacciare seriamente la libera circolazione delle informazioni online.

Cosa prevedono gli articoli 11 e 13 della direttiva sul copyright?

Il primo prevede un diritto, per tutti gli editori, di autorizzare o bloccare l’utilizzo digitale delle loro pubblicazioni, prevedendo anche una possibile remunerazione. L’articolo 11, quindi, potrebbe portare all’istituzione di una vera e propria tassa, che le grandi piattaforme online (Google, Facebook, etc.) dovrebbero pagare, per poter pubblicare e condividere le notizie sulle loro piattaforme.

Il secondo, invece, prevede, per le grandi società che danno accesso a grandi quantità di dati, di adottare misure per controllare in anticipo tutti i contenuti caricati dagli utenti e verificare che ogni pubblicazione online non possa ledere il diritto d’autore. Un sistema di controllo, dunque, che dovrebbe funzionare come il Content ID di Youtube, che controlla che in tutte le immagini e i video non siano presenti contenuti protetti da copyright.

Esclusi dalla nuova direttiva sul copyright sono le piccole e le medie piattaforme, le enciclopedie online che non hanno fini commerciali (come Wikipedia), le piattaforme di condivisione di programmi open source e i meme.

Cosa succede adesso?

L’approvazione del Parlamento Europeo dà il semaforo verde ai negoziati con il Consiglio e la Commissione, in modo da cercare un’intesa sulla versione definitiva della riforma. La votazione finale è prevista per Gennaio 2019. Dopo il consenso del Parlamento UE, toccherà agli stati membri mettere in atto la direttiva.

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